martedì 26 luglio 2011

Nudda!


Finalmente, più per il volere e  interesse altrui che quello proprio, la Tirrenia è passata ai privati.  A seguito della richiesta di entrare nella cordata Cin da parte della regione con una certa quota, negata dalla cordata, si sono visti prima minacciare dal governo italiano con “ se non la smettete di ostacolare gli interessi dell’Italia non vi paghiamo il debito che abbiamo con voi”, sono poi stati tagliati fuori del tutto dall’accordo e così in sede “familiare”, lo stato italiano, ha siglato il passaggio di consegne della compagnia ai privati.

La situazione attuale dei trasporti esterni, per e dalla Sardegna, è al punto più basso che poteva toccare, ora rimane solo risalire, se si vuole.

Di fatto i collegamenti navali sono in regime di monopolio, gli acquirenti della compagnia sono gli stessi operatori privati che già gestiscono tutti i collegamenti attuali, con l’aggiunta, ora, delle rotte in “continuità territoriale”, che, tradotto, significa “ in continuità degli interessi italiani”, diversi da quelli dei sardi, molto diversi, come sempre.

A metà settembre la regione terminerà  con il noleggio  delle navi e saremo in mano a questi imprenditori privati che con le tariffe che hanno applicato ai trasporti hanno dato il via ad una crisi nel settore turistico che era  uno dei pochi settori imprenditoriali sardi che reggevano.

Come si reagisce? Cappellacci e Solinas,  battono i piedi per terra e minacciano di dimettersi, vogliono la Tirrenia e basta, cioè un carrozzone che in oltre 70 anni ( nacque nel ventennio, nel 1936, su “voglie” ed interessi della famiglia Ciano) è stata il simbolo del clientelismo, dello sperpero delle risorse pubbliche e dello strapotere dello stato italiano verso i sardi, e nulla cambierà da ora in poi, cambiano i nomi dei dirigenti, cambiano gli azionisti, ma rimane lo stesso carrozzone oltre Tirreno, nulla che abbia a che fare con la Sardegna e gli interessi dei sardi.

Dello stesso avviso gli schieramenti che dovrebbero fare opposizione, nulla di sensibile all’orizzonte in chiave di interesse proprio, e dignità.

Se veramente vale quanto hanno detto ieri in consiglio, se davvero a questa classe politica è rimasta un briciolo di dignità, si muova  immediatamente da sé .

Si smetta  di protestare sulla Tirrenia, si dia consenso al loro interesse e si richieda l’immediato pagamento, come da “minaccia”, della prima tranche del debito che l’Italia ha con la Sardegna: quei due miliardi di euro della vertenza e si proceda.

Si allunghino i contratti con le navi a noleggio per il breve periodo e si passi tutto in mano all’ARST - non scordiamoci che la Saremar è una società in house, cioè direttamente controllata dalla regione e come tale non può ricevere aiuti economici in caso di necessità, pena grosse sanzioni europee -  possibilmente con navi che possano trasportare i tir, e nel mentre si dia l’avvio ad un bando di gara con i più grandi cantieri navali europei per la fornitura di almeno 5 navi di adeguate capacità destinando immediatamente un quinto dei due miliardi della vertenza al cantiere che si aggiudicherà l’appalto, per il resto ci sono diverse forme di finanziamento.

In questa maniera saremo pronti alla prossima stagione, per una nuova stagione che durerà tutti i mesi, per sempre.

Dubito che questa classe politica, di maggioranza e di opposizione, veda oltre, loro sanno solo rivendicare, chiedere, elemosinare e creare crisi, sempre e solo per i propri interessi, mai quelli dei sardi.

il bello, o l'assurdo, è che noi indipendentisti siamo realisti e veniamo definiti visionari, mentre altri offrono solo illusioni e sono considerati “politici”,  votati e delegati a decidere il nulla.

“babbu, ita est  nudda?”

“………………….”
potremmo avere il paradiso e bussiamo all'inferno!

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